Da Italia Nostra Roma

Italia Nostra Roma si chiede chi mai abbia permesso la vendita dei sampietrini rimossi, nel corso degli anni, addirittura dal 2013, ed in particolare ora a Via Nazionale. Il patrimonio dei sampietrini romani non è nella disponibilità di Roma Capitale ma è patrimonio dei cittadini romani. I sampietrini devono essere catalogati e accantonati per far fronte alle necessità di sostituzione o riparazione di tutto il centro storico fino al periodo post-unitario.

Ne “Il Manifesto di Italia Nostra Roma per il centro storico”, presentato da Italia Nostra Roma nel maggio di ben 5 anni fa, alla presenza dell’allora Sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni ed altri illustri personaggi della cultura, dichiarava che: “……il criterio è che tutte le strade e le piazze, esistenti al momento dell’Unità d’Italia, devono essere pavimentate in sampietrini mentre tutte le strade e le piazze, realizzate in epoca successiva, potrebbero essere pavimentate con asfalto….”. Messi in opera a regola d’arte.

Roma Capitale deve fare chiarezza sul commercio dei sampietrini. La Soprintendenza statale e la Sovrintendenza comunale devono vigilare perché i preziosi sampietrini, che caratterizzano Roma, non siano un business ma una risorsa per la città e servano solo ed unicamente per il recupero e restauro delle pavimentazioni che caratterizzano il tessuto del centro storico di Roma.

Italia Nostra Roma, nel ribadire che il patrimonio dei sampietrini non sia nella disponibilità di Roma Capitale, ritiene che la loro alienazione sia un danno economico per la città che è l’unica che può “guadagnare” dai sampietrini per il restauro delle sue vie storiche.