La mobilitazione del mondo ambientalista e delle realtà civiche del Lazio contro il progetto relativo all’ampliamento degli impianti sciistici sul Terminillo, denominato TSM ovvero Terminillo Stazione Montana, sta calamitando l’attenzione dell’opinione pubblica.

Dopo incontri e dibattiti infatti, da pochi giorni è stata lanciata anche una petizione online rivolta a Regione Lazio, Provincia di Rieti, Comune di Leonessa, Comune di Rieti, Comune di Cantalice, Comune di Micigliano, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Unione Europea. Iniziativa che sta riscuotendo notevole successo.

Da Salviamo il Paesaggio.it

Domenica 14 giugno 2020 con #NOTSM è stata lanciata una petizione online in cui si spiegano in sintesi le ragioni per cui è necessario fermare subito il progetto di ampliamento sciistico dannoso e fallimentare per il Monte Terminillo, al momento ancora al vaglio dei valutatori della Regione Lazio. La petizione, lanciata dal CAI di Leonessa e sostenuta dal cartello delle associazioni che da anni si battono contro il TSM, ha raggiunto in 24 ore quasi 4000 firme surclassando di gran lunga quelle raccolte in 8 mesi (!) dal comitato favorevole al progetto. Ciò dimostra che il TSM (oggi detto TSM2, restyling del vecchio progetto già bocciato per due volte dai tecnici della Regione Lazio) è un “caso limite”, non è un progetto localistico che riguarda solo i territori coinvolti.

Da Nord a Sud d’Italia giungono sempre piu forti perplessità riguardo il suo finanziamento futuro e lo sfascio programmato degli ambienti naturali per consentire “lo scavalco” tra le valli, in piena crisi climatica e scarsità di neve sciabile negli ultimi anni, a quote per lo più basse. Il progetto TSM è infatti una questione che riguarda tutti, è l’idea che si possa sfruttare la montagna senza pensare al futuro. Il TSM è infatti un’operazione fortemente impattante sul Terminillo, un massiccio piccolo e diventato il simbolo dell’Appennino Centrale. Il TSM non garantisce affatto lo sviluppo economico promesso e pubblicizzato prendendo in prestito una moltiplicazione esponenziale di dati da altri comprensori sciistici storici, molto forti e prestigiosi; inoltre viola la normativa ambientale nazionale ed europea esponendo l’Italia e la Regione Lazio a pesanti sanzioni economiche.

Tutte le ragioni del NO sono nuovamente riassunte all’interno della petizione perché tutti possano capire ed approfondire, ragioni a cui i fautori del progetto non hanno MAI risposto nel merito. E non per cattiva volontà, ma per l’evidente impossibilità di dimostrare il contrario. Dopo l’attenzione rivolta al progetto da alcune testate nazionali e internazionali quali l’autorevole BBC (Regno Unito) che cita nel suo recente articolo-inchiesta il caso Terminillo, oggi ai critici del progetto si è aggiunto anche Reinhold Messner, l’alpinista di fama mondiale, con un articolo sulla Gazzetta dello Sport.

Le file degli oppositori al TSM si ingrossano sempre più. Al cartello delle 11 associazioni che da anni si battono per la salvaguardia del Monte Terminillo e per il suo futuro, ieri ha aderito anche il Coordinamento Lazio LIPU, Birdlife Italia.
Infine, il cartello non si è mai sottratto ad un dialogo costruttivo con le Istituzioni e con una pluralità di soggetti per rivedere il modello di sviluppo autenticamente sostenibile della montagna, partendo dalla valorizzazione delle proprie peculiarità e vocazioni proprio di montagna appenninica. L’auspicio è che si apra alla possibilità seria e concreta di costruire una visione davvero strategica per il futuro dei territori e del Terminillo, coerente con i nuovi scenari attuali, fuori dalla logica irrazionale dei soli ampliamenti sciistici.

Obiettivo è la raccolta di più firme possibili da inviare in breve tempo alla Regione Lazio e all’Unione Europea con altri 5 organi istituzionali.
Potete firmare qui.

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Il PROGETTO TSM

Già bocciato due volte a causa del devastante impatto sul territorio, il progetto TSM prevede la realizzazione di oltre 7 km di nuovi impianti nelle parti più integre del Terminillo, comportando l’eliminazione di 17 ettari di bosco secolare e provocando ingenti disturbi alla fauna, in violazione delle norme di conservazione delle aree di alto valore ambientale e di quelle sulla Valutazione di Impatto Ambientale. I nuovi impianti (previsti a quote inferiori i 1.900 m), per la cronica mancanza di neve dovuta al cambiamento climatico, non avranno alcuna possibilità di essere redditizi, costituendo di fatto uno spreco di denaro pubblico, utilizzato a discapito di una delle zone montane appenniniche più belle e suggestive, tanto da meritare la tutela dell’Unione Europea attraverso speciali aree di protezione (SIC e ZPS).

I PRINCIPALI IMPATTI SULL’AMBIENTE

PAESAGGIO: il TSM intende scavalcare il vincolo della tutela paesaggistica spacciando il progetto come semplice ammodernamento dell’esistente.

FAGGETE SECOLARI: con il taglio di 17 ettari di faggi secolari si andranno irrimediabilmente a compromettere gli obiettivi di conservazione del SIC del “Bosco della Vallonina”, esponendo l’Italia ad una procedura d’infrazione Europea che comporterebbe milioni di euro di multa.

RISORSE IDRICHE: i sistemi di innevamento artificiale richiederanno ingenti quantitativi di acqua e creeranno problemi di ricarica delle falde già sottoposte a stress idrico per la crisi climatica in atto.

ORSO BRUNO MARSICANO: il TSM è in aperta contrapposizione con quanto certificato dall’Università di Roma “La Sapienza” che ha definito “l’intera area come di importanza critica e favorevole per l’espansione dell’areale dell’Orso bruno marsicano”, ricordando che “tale espansione viene riconosciuta come unica strategia possibile e coerente per la conservazione a lungo termine di questa relitta popolazione di orso

A fronte di tutti questi impatti sull’ecosistema, non si avrà alcun effetto positivo stabile sull’occupazione; gli studi economici a sostegno del progetto sono basati sulla irrealistica previsione di attirare 280 mila sciatori ogni anno, pensando di risolvere la carenza di neve con l’innevamento artificiale, i cui costi sono stati molto sottostimati senza oltretutto tenere conto del continuo aumento delle temperature. Non a caso, il Rapporto “Nevediversa 2020” di Legambiente giudica come accanimento terapeutico ogni nuovo investimento in impianti sciistici sul Terminillo, dove le giornate sciabili sono ogni anno sempre più ridotte.

COSA CHIEDIAMO ALLA REGIONE LAZIO

Di garantire il rispetto delle norme vigenti, confermando il parere negativo alla Valutazione di Impatto Ambientale del TSM, scongiurando lo spreco di denaro pubblico e un danno ambientale certo.

Di riassegnare i fondi a disposizione per pianificare e sviluppare una nuova visione della Montagna “Terminillo”, valorizzando tutti i settori che puntano alla valorizzazione delle risorse naturali in maniera compatibile con la loro conservazione.

Ti chiediamo di firmare e diffondere questa petizione perché lo scempio del Terminillo non riguarda solo il Lazio ma sarebbe un duro colpo per tutte le montagne italiane. Siamo ancora in tempo per salvare la natura del Terminillo.

Questa petizione è sostenuta da: WWF LAZIO, FEDERTREK – ESCURSIONISMO E AMBIENTE, G.U.F.I. GRUPPO UNITARIO PER LE FORESTE ITALIANE, CLUB ALPINO ITALIANO – GR LAZIO, ITALIA NOSTRA – SABINA E REATINO, MOUNTAIN WILDERNESS LAZIO, SALVIAMO IL PAESAGGIO RIETI E PROVINCIA, POSTRIBÙ, INACHIS, ALTURA LAZIO, SALVIAMO L’ORSO.

Qui trovate le Osservazioni al progetto presentate in fase di Valutazione di Impatto Ambientale.

Qui trovate ulteriori approfondimenti.