Charadrius alexandrinus, meglio conosciuto come “Fratino”

Con il progressivo allentamento del lockdown l’uomo sta tornando ad invadere ogni spazio. Nelle scorse settimane però la Natura aveva occupato quei luoghi lasciati liberi, causa emergenza Covid-19, dalle interdizioni e dai divieti. Molte specie animali, infatti, in questo periodo hanno scelto siti solitamente affollati di visitatori e turisti per nidificare. Ora che l’ingombrante homo sapiens reclama nuovamente il proprio “dominio” è necessario proteggere quelle piccole e deboli enclaves occasionalmente sorte “dietro le linee nemiche”.

A questo proposito molte associazioni hanno scritto alle Istituzioni competenti lanciando un appello in favore di un monitoraggio attento per la salvaguardia delle oasi di vita animale che sono nate in zone che presto torneranno prerogativa quasi esclusiva degli esseri umani.

Di seguito il testo della lettera:

“Le scriventi associazioni Lipu/Lipu/BirdLife Italia Coordinamento Lazio, Italia Nostra Litorale Romano, Comitato Dolcespiaggia – Idee di Riserva, Salviamo il Paesaggio Litorale Roma Nord , Amici di Torre Flavia e Comitato No Party alla Palude, lanciano un appello un appello urgente affinché si programmi un’attività di monitoraggio sulla costa da Ostia a Santa Marinella, per tutela le specie protette che in questo periodo nidificano anche fuori delle zone protette.

La pandemia in atto in tutto il mondo ha risvegliato la coscienza collettiva sui problemi ambientali del nostro pianeta, e numerosi studi stanno approfondendo le correlazioni – che paiono inequivocabili – tra la deforestazione, il degrado degli habitat, l’inquinamento, la perdita di biodiversità, e la tragedia in corso. In questo periodo, sulle spiagge d’Italia interdette all’accesso per l’emergenza Covid-19, l’avifauna sta nidificando ovunque.

Sono ormai noti i numerosissimi esempi di specie che, ora indisturbate, riconquistano spazi normalmente occupati dall’uomo; a titolo esemplificativo si cita il nido di germani reali (Anas platyrhynchos) sul pontile vaporetti nei pressi di piazzale Roma a Venezia, uno dei luoghi normalmente più affollati al mondo. Numerose sono le specie di grande interesse conservazionistico, ai sensi delle vigenti leggi e della Direttiva 147/2009/CEE “Uccelli”, che nidificano negli habitat costieri, tra le quali la più nota “specie bandiera” del Charadrius alexandrinus, meglio conosciuto come “Fratino”, divenuto uno dei simboli della biodiversità costantemente minacciata dal disturbo antropico. Ma non solo, anche Corrieri Piccoli e Cappellacce e molte altre che, vista l’assenza dell’uomo e senza disturbo, avranno costruito il proprio nido indifferentemente nelle aree protette, in quelle di spiaggia libera, di fronte al lungomare delle località marittime ed anche dentro le aree in concessione per l’uso turistico/balneare.


Charadrius alexandrinus, meglio conosciuto come “Fratino”

A tal proposito, proprio in questi giorno sono state emesse ordinanze che consentono ai concessionari di strutture balneari di svolgere le necessarie operazioni di manutenzione e preparazione dei lidi, in previsione di una apertura per la stagione estiva che porterà inevitabilmente a cambiamenti nella gestione delle strutture medesime. Visto che come su anzidetto, è proprio ora che le specie nidificanti sono in piena attività sulle spiagge del litorale laziale, per cui necessità un’efficace azione di controllo e monitoraggio della costa a nord di Roma, con particolare attenzione alle aree sensibili della Riserva Naturale del Litorale Romano, dell’Oasi di Macchiagrande, del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia e della Riserva Naturale Regionale di Macchiatonda.

Ricordando che la distruzione di nidi e l’uccisione dei pulli è reato penale, ai sensi degli articoli 635 e 544 bis del Codice Penale, è facile ipotizzare che i nidi, in pieno periodo di cova, saranno involontariamente presi d’assalto da macchinari e operatori, e presumibilmente danneggiati o distrutti, per la sistemazione e la posa delle attrezzature nelle zone di battigia date in concessione, o utilizzate liberamente per la balneazione. Pertanto, al fine di evitare un impatto su queste specie e sulle componenti ecologiche delle dune proponiamo, analogamente a quanto si sta attuando per le strutture private, di usare questo periodo per approntare al meglio le aree pubbliche e di riprendere da subito e con estrema urgenza ed intensità le attività di gestione delle aree protette (sentieristica, tabellazione, delimitazione delle aree di nidificazione del Fratino, comunicazione e accoglienza), nonché in tutte le altre strutture pubbliche, potendo anche ipotizzare una collaborazione con gli operatori degli stabilimenti.

Sarebbe paradossale se solo gli spazi privati saranno agibili e nulla venisse realizzato per le aree pubbliche di grande rilevanza ecologica nonché sociale. Per il Fratino, in questo periodo COVID, esistono esperienze analoghe in altre parti d’Italia che hanno visto coinvolti amministratori pubblici e volontari (in sicurezza); queste azioni di miglioramento delle aree pubbliche, in vista della prevista grande affluenza estiva, rappresentano un dovere civico degli Enti territoriali.

Si richiede quindi agli enti in indirizzo di:

  • Agire con la massima urgenza per richiedere e concordare, con il coordinamento di Guardia Costiera, Polizie Locali e Guardiaparco, attività di controllo lungo tutte le spiagge del litorale, in particolar modo nelle Aree Protette distribuite nei territori dei comuni costieri del Lazio, sopra richiamate affinché si possano individuare tutti i nidi già attivi, o in procinto di esserlo, in modo da poter programmare adeguatamente l’intervento di pulizia delle spiagge, anche quelle date in concessione, laddove vi fossero già nidi in cova al momento delle operazioni;
  • Informare e sensibilizzare correttamente gli operatori balneari, affinché possano svolgere al meglio il loro lavoro senza mettere a rischio l’avifauna nidificante – in particolar modo quella protetta ed a rischio estinzione – ed evitare di incorrere inconsapevolmente in eventuali sanzioni;
  • Predisporre affinché i Carabinieri Forestali, la Polizia Locale e i Guardiaparco possano essere coadiuvati, con tutte le dovute precauzioni per l’emergenza in atto, da volontari di comprovata esperienza e dalle guardie giurate volontarie munite di decreto appartenenti alle associazioni di protezione ambientale riconosciute o ad altri enti;
  • Permettere che ai volontari sia consentito, nel caso l’emergenza e le relative restrizioni dovessero proseguire, di poter svolgere, sotto la supervisione ed il coordinamento degli enti competenti, le operazioni di monitoraggio e di vigilanza relative alle zone di avvistamento dell’avifauna protetta e delle nidificazioni in corso;
  • Consentire e favorire le più ampie azioni di monitoraggio della nidificazione in atto e del successo riproduttivo, vista l’eccezionalità delle condizioni ambientali in essere”.

Associazioni firmatarie

Lipu/BirdLife Italia Coordinamento Lazio

Italia Nostra Litorale Roma

Comitato Dolcespiaggia – Idee di Riserva

Salviamo il Paesaggio Litorale Roma Nord Referente Rosario Sass

Amici di Torre Flavia

Comitato No Party alla Palude