Particolare del parcheggio di Via Giulia nel centro storico di Roma.

Pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale del Coordinamento Residenti Città Storica (CRCS) di Roma in merito alla recente sentenza del Consiglio di Stato relativa all’annosa vicenda del parcheggio di Via Giulia

Di seguito il testo della nota:

“La questione giudiziale del parcheggio seminterrato di via Giulia è giunta al suo epilogo con la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata il 29 agosto scorso che rigetta il ricorso di primo grado del TAR che aveva annullato tutti gli atti relativi all’approvazione del progetto di variante del parcheggio in questione.

Era stato il Coordinamento Residenti Città Storica (CRCS), raggruppamento di associazioni costituitosi per la tutela dei beni culturali e ambientali e della vivibilità della Città Storica, a ricorrere inizialmente al TAR chiedendo l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia della deliberazione della G.C. n.195 del 3 luglio 2014 che approvava la variante di progetto del parcheggio, limitatamente alla parte interrata dello stesso e l’autorizzazione alla stipula dell’atto modificativo della convenzione.

Le argomentazioni sostenute dal CRCS erano principalmente incentrate sulla maggiore profondità del parcheggio del progetto 2014 rispetto al vecchio progetto 2010 che era stato sottoposto a VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Il CRCS sosteneva che sarebbe stata necessaria una nuova VIA, visto l’aumento della profondità della scatola in cemento armato del parcheggio con conseguenti rischi idro-geologici sui vecchi edifici limitrofi poggianti su fondazioni in muratura poco profonde ed intercettabili da possibili deviazioni della falda di massima piena del Tevere, determinate dal nuovo ostacolo costituito dalla massa scatolare del parcheggio più profondo di oltre 3 metri rispetto al precedente progetto del 2010.

Il Coordinamento Residenti Città Storica chiedeva nel ricorso al TAR il ritorno del progetto del 2014 alla Valutazione di Impatto Ambientale della Regione per sopraggiunte sostanziali modificazioni del progetto stesso dovute ad un aumento di profondità di base dello scatolare in cemento armato del manufatto, che andava così ad interferire con il livello massimo raggiungibile della falda di massima profondità in comunicazione con il Tevere.

Il 24 marzo 2017 il TAR si pronuncia accogliendo il ricorso del CRCS e annullando tutti gli atti impugnati (delibera di approvazione del progetto, permesso di costruire, atto di convenzione) che da quel momento diventavano illegittimi anche se il parcheggio era stato già realizzato. Dopo la sentenza del TAR, l’Impresa concessionaria ricorre al Consiglio di Stato per l’annullamento della sentenza. Il Consiglio di Stato si esprime con pubblicazione della sentenza in data 29 agosto 2019 accogliendo l’appello dell’Impresa concessionaria e rigettando il ricorso di primo grado del TAR.

NON POSSIAMO CHE PRENDERE ATTO CON RISPETTO DELLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

Rileviamo con soddisfazione che in tutti i gradi di giudizio la Magistratura ha confermato la piena legittimazione processuale del Coordinamento RCS, costituitosi per la tutela dei beni culturali e ambientali e della vivibilità della Città Storica; e che anche nella sentenza che ci è stata sfavorevole è stata riconosciuta la complessità della vicenda giuridica da noi sollevata, con la conseguente compensazione delle spese di giudizio.

Constatiamo invece con rammarico che la gran parte dei motivi del nostro ricorso iniziale sono stati rigettati per motivi formali. Al contempo, i motivi tecnici di carattere idrogeologico da noi impugnati e riguardanti la maggiore profondità del parcheggio realizzato di quattro piani rispetto a quello di tre piani inizialmente sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale, sono stati giudicati ininfluenti rispetto al contorno.

Quanto a questo aspetto, confortati da validi contributi tecnici e giuridici, rimaniamo comunque dell’idea che vada proseguito per un lungo periodo un attento monitoraggio al contorno, a cominciare dal Liceo Virgilio e dal palazzo della Procura Distrettuale Antimafia, le cui fondamenta antiche poste a piccole profondità, distano pochi metri dallo scatolone in cemento armato che contiene il parcheggio e che intercetta la falda di massima piena del Tevere.

Ora si presenta la questione della sistemazione della superficie superiore del parcheggio, compresa tra via Bravaria-Lungotevere, via Giulia e via delle Prigioni. Rimane alla responsabilità del Ministero dei Beni Culturali l’autorizzazione definitiva della soluzione progettuale per la sistemazione della parte superficiale. Ci auguriamo che il Comune, per quanto di propria competenza, stabilisca da subito su chi debbano gravare le spese (che si suppongono rilevanti) di impianto, sistemazione e mantenimento del giardino, dato che tale aspetto non risulta affatto chiarito dalla concessione in essere.

Coordinamento Residenti Città Storica