Fori imperiali, un’area già sotto enorme pressione per i lavori della Metro C può fare a meno di altri scavi nel vicino Colle Oppio per l’inappropriato Playground Coni

Salviamo il Paesaggio è a fianco del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus nella battaglia contro i lavori in corso nel parco romano di Colle Oppio, in pieno centro storico, relativi al cosiddetto Playground Coni, ovvero la realizzazione di campi sportivi. Una delle aree più delicate e ricche di storia della Capitale, tutelata con vincolo storico-culturale e vincolo paesaggistico, minacciata da un progetto discutibile e inappropriato.

Di seguito la nota dell’associazione da sempre in difesa dell’ambiente e dei preziosi paesaggi italiani:


“L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto (26 marzo 2019) al Ministro per i Beni e Attività Culturali, al Direttore generale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero, al Direttore del Parco archeologico del Colosseo di fermare senza indugio i lavori in corso per conto del Municipio I “Centro Storico” di Roma Capitale relativi al progetto di riqualificazione di impianti sportivi (calcio, basket, rollerblade) denominato Playground C.O.N.I., nel parco archeologico-ambientale di Colle Oppio, splendida area verde ricca di testimonianze archeologiche a ridosso del Colosseo, tutelata con vincolo storico-culturale e vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Infatti, dopo la specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti inoltrata (25 febbraio 2019) dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus raccogliendo le preoccupazioni di tanti cittadini e appassionati di archeologia, la Direzione del Parco archeologico del Colosseo ha comunicato (nota prot. n. 1234 del 22 marzo 2019) di aver rilasciato solo il parere preventivo condizionato ai fini della tutela archeologica prot. n. 2262 del 15 dicembre 2017, ma di non aver mai rilasciato il necessario parere vincolante ai fini della tutela paesaggistica (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), avendo anche richiesto invano la relativa documentazione progettuale esecutiva con note prot. n. 7016 del 17 dicembre 2018 e n. 692 del 12 febbraio 2019.

In parole povere, i lavori sono abusivi sotto il profilo paesaggistico.

E questo accade in un sito dove qualsiasi persona di buon senso mai avrebbe pensato di realizzare un complesso di impianti sportivi.

Siamo, infatti, nel bel mezzo del parco archeologico-ambientale di Colle Oppio, grande comprensorio esteso a nord-est del simbolo di Roma nel mondo, parte integrante del parco archeologico del Colosseo, dove si conservano i resti monumentali delle Terme di Traiano, delle Sette Sale (serbatoio di alimentazione delle stesse terme), della Domus Aurea neroniana e delle Terme di Tito, che si estendevano in corrispondenza dell’area oggi denominata “La Polveriera” (vi sorgeva un impianto per la produzione e il deposito della polvere da sparo, poi demolito negli anni ’30 del secolo scorso per la realizzazione del parco).

Logica e buon senso vorrebbero l’immediato blocco definitivo dei lavori e la revoca delle autorizzazioni (parere positivo condizionato Sovrintendenza Capitolina prot. n. 8424 del 3 aprile 2018; parere positivo condizionato ai fini archeologici Parco archeologico del Colosseo prot. n. 2262 del 15 dicembre 2017) per gli impianti sportivi, nonché il completamento e la valorizzazione degli scavi archeologici.

Stando così le cose, sembra chiara la violazione di norme penali (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e la necessità di sanzioni amministrative (art. 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). Che cosa si aspetta ancora?

A ogni buon conto, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha informato i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Gli impianti sportivi possono essere realizzati altrove, non in un parco archeologico-ambientale di eccezionale valore come quello di Colle Oppio”.