Veduta dal Monte Palombo, Parco Nazionale Abruzzo, Lazio, Molise (foto Marco Bombagi)

Foto in evidenza: Il fiume Tevere da Torrita Tiberina (RM) nella riserva naturale Tevere-Farfa (foto Marco Bombagi)

Pubblichiamo un articolo del GiG, Gruppo Intervento Giuridico Onlus, relativo al recente provvedimento normativo della Regione Lazio riguardante le aree protette della Regione.

___________________________________

Lo scorso 12 settembre 2018 è stato approvato, con emendamenti, l’articolo 3 della proposta di legge regionale n. 55 del 2018 sulla semplificazione amministrativa effettuata dalla Giunta regionale del Lazio, presieduta da Nicola Zingaretti, che ha modificato l’art. 26 della legge regionale Lazio n. 29/1997 e s.m.i. sulle aree naturali protette.

La
modifica riguarda la procedura di
approvazione dei piani dell’area naturale protetta
(parchi e riserve
naturali), ora impera il silenzio – assenso: “trascorsi tre mesi dall’assegnazione della
proposta di piano alla commissione consiliare competente la proposta è iscritta
all’ordine del giorno dell’Aula … Il Consiglio regionale si esprime entro i
successivi centoventi giorni, decorsi i
quali il piano s’intende approvato
”.

In
precedenza, la Giunta regionale, entro 90 giorni, raccoglie i necessari pareri
esterni e ne formula uno complessivo, poi assegna la proposta alla Commissione
consiliare competente, che – sempre entro altri 90 giorni – invia la proposta
di piano all’Aula per il pronunciamento definitivo.  

In
realtà, può mancare qualsiasi pronunciamento,
perché è sempre previsto il silenzio – assenso
In complessivi sette mesi di silenzio – assenso il piano dell’area
naturale protetta può esser approvato senza la benchè minima discussione.

Una vera e propria autostrada amministrativa per favorire
le più devastanti speculazioni immobiliari anche nei parchi e nelle riserve
naturali del Lazio
.

Il profilo del Monte Soratte nell’omonima Riserva Naturale (foto Marco Bombagi)

Qualche
esempio: la proposta di piano della riserva
naturale “Tenuta dell’Acquafredda”
prevede ben 180 mila metri cubi di volumetriea scopo socio-sanitario” per la “valorizzazione di terreni di proprietà dell’ente ecclesiasticoAmministrazione Patrimonio Sede Apostolica,
il Vaticano, per capirci, mentre numerosi interventi di grave trasformazione
del territorio avverranno mediante piani
ambientali di miglioramento agricolo (PAMA)
comprendenti
impianti di compostaggio, centro
di vendita ortofrutticola
e nuove volumetrie (es. Quarto
della Zolforatella
).

L’operazione è decisamente grave sul piano
politico-ambientale, ma rivela anche profili
di incostituzionalità
, visto che contrasta con gli articoli 12, 22 e 25
della legge
n. 394/1991 e s.m.i.
sulle aree naturali protette
, legge quadro che
vincola anche le normative regionali e che prevede la valenza di piani
paesistici per i piani delle aree naturali protette, obbligando la Regione alla
copianificazione con il Ministero dell’ambiente e con il Ministero per i beni e attività culturali.

Se la legge regionale, una volta approvata,
conserverà tali aspetti, il Gruppo d’Intervento
Giuridico onlus
rivolgerà un’istanza
al Governo perché la impugni (art. 127 cost.) davanti alla Corte costituzionale per lesione
delle competenze statali in materia ambientale
(art. 117, comma 2°, lettera
s. cost.).

Come avvenuto per i tagli boschivi nella riserva
naturale “Decima – Malafede”
della primavera
2018
, più volte denunciati dal Gruppo
d’Intervento Giuridico onlus
in tutte le sedi, emergono gravi omissioni e assordanti silenzi nell’attività gestionale
delle aree naturali protette del Lazio e di Roma Capitale in particolare, segno evidente che la speculazione e
la difesa degli interessi particolari sia amorevolmente considerata in
via trasversale fra le forze politiche.

Stefano Deliperi

ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com