Piazza di Siena a Villa Borghese – Veduta del nuovo manto erboso che non permette lo svolgimento della maggior parte delle gare equestri del tradizionale concorso ippico che, di conseguenza, dovrà spostarsi nel vicino e semi abbandonato  Galoppatoio.  (Foto Marco Bombagi)

 

Pubblichiamo il comunicato stampa a firma associazione Roma Nuovo Secolo, Comitato per la Bellezza e Amici di Villa Borghese sull’annosa questione di Piazza di Siena e del suo tradizionale concorso ippico. Molti cittadini ritengono che quel lembo meraviglioso di uno dei parchi storici più importanti di Roma debba essere rispettato maggiormente.

Tra coloro che ritengono Piazza di Siena non adeguatamente tutelata vi sono le realtà firmatarie della nota stampa, il cui testo integrale riportiamo qualche riga più in basso, che da tempo criticano l’attuale organizzazione del concorso ippico all’interno della storica villa.

A tal proposito è stato lanciato da qualche settimana un appello pubblico contro quella che viene definita “la privatizzazione di Piazza di Siena e del Galoppatoio” sostenuto, oltreché dai firmatari del comunicato, da Italia Nostra, Fai Lazio, WWF, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, Stop a consumo di suolo, ed altri. L’appello è stato inoltre firmato direttamente e online già da 2.000 cittadini tra cui circa 200 personalità di rilievo (storici dell’arte, urbanisti, archeologi, giuristi, giornalisti, ma anche attori, registi e cantanti).

 

Piazza di Siena a Villa Borghese recintata da 8 mesi e chiusa al pubblico dopo la posa del nuovo manto erboso. Il prato, però, non permetterà lo svolgimento dell’annuale concorso ippico a causa della propria delicatezza. Le gare quindi dovranno migrare nel vicino, degradato, Galoppatoio. (Foto Marco Bombagi)

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Il testo della nota stampa:

“Anni fa la Fise (Federazione Italiana Sport Equestri) ha ottenuto di mettere la sabbia sul prato dell’Ovale per svolgere il Concorso ippico annuale nella storica Piazza di Siena. La sabbia sarebbe dovuta essere eliminata, ogni anno, alla fine dei quattro giorni di gare, ma la Fise – pensando bene di risparmiare tempo e denaro- l’ha lasciata per 10 anni, trasformando il “prato dei romani” in una distesa di finta sabbia.

Poi (autunno 2017) ha deciso di tornare all’erba, eliminando finalmente la sabbia silicea – e il materassino in PVC sottostante. Non è dato sapere, tra l’altro, come mai non si potesse tornare al vecchio sistema della semina primaverile del prato per la gara di fine Maggio e si sia deciso invece di srotolare enormi tappeti da stadio a ottobre e tenere l’Ovale chiuso al pubblico per 8 mesi.

Ora scopriamo che l’operazione, sbandierata dagli abili front men di Fise e Coni come “riqualificazione” e ritorno al verde, in realtà è stata sostanzialmente un fiasco, infatti la maggior parte delle gare equestri non si terranno su questo prato, così fortemente voluto dal nuovo presidente Marco Di Paola, ma bensì nel più dimesso (semi abbandonato e degradato) Galoppatoio.

Non ci sono altre spiegazioni, ritengono le associazioni de Gli Amici di Villa Borghese, Roma Nuovo Secolo e Comitato per la Bellezza, tranne quella che questo spostamento di metà del Concorso (a cominciare dalla cerimonia di apertura) sia stata una decisione indispensabile per mantenere il prato  – ancora lontano dall’essere pienamente attecchito – vivo fino alla fine dei cinque giorni del Concorso. I tappeti di erba non sono piantati ma srotolati e “appiccicati”..un po’ come un parrucchino su una testa calva. Un prato, così delicato, non potrebbe molto probabilmente riuscire a sopportare le sei o sette gare giornaliere dello CSIO.

Cosa comporta questo spostamento (dell’ultimo minuto) di tante gare al Galoppatoio?

Per la Fise un aumento delle spese, la cancellazione di alcune discipline, un malcontento diffuso tra i suoi cavalieri, che avrebbero desiderato esibirsi nella scenografica Piazza di Siena e che invece si ritroveranno nella parte della Villa che nessuno, o quasi, conosce, il Galoppatoio (più di nome che di fatto, oggi)

Per gli spettatori: uno spostamento avanti e indietro dallo stadio del Galoppatoio (di cui ancora non si sa nulla, perché i lavori non sono ancora iniziati) al cuore della Villa (circa 1 km) per seguire le gare.

Per Villa Borghese: un aumento dei rischi di danni alla vegetazione storica, un aumento del traffico e del caos generale che questo via vai di cavalli, cavalieri e mezzi, probabilmente comporterà e in definitiva una vera “invasione” bimestrale di un giardino storico che per sua natura – come recita la Carta internazionale dei giardini storici di Firenze- è un luogo preposto alla pace, alla tranquillità, al silenzio e al contatto con la natura.

Carlo Troilo, co-fondatore di Roma Nuovo Secolo, afferma:

“A questo punto è chiaro che il Concorso Ippico, già dal prossimo anno, dovrà trovare una nuova sede.  Infatti, caduta la ragione principale per non spostarlo (la lunga tradizione e la cornice pittoresca di Piazza di Siena), non si vede alcun motivo per insistere su questa Villa e rifiutare la soluzione brillante offerta dal Centro Ippico di Tor di Quinto”.

L’alternativa del Galoppatoio, infatti, non avrebbe alcun “fascino” e richiederebbe forti investimenti per recuperare quell’area oggi molto degradata: investimenti che paiono eccessivi, se destinati unicamente ad ospitare una manifestazione equestre di cinque giorni.

La richiesta dello spostamento del Concorso, formulata qualche settimana fa in un appello pubblico da Carlo Troilo e da Vittorio Emiliani e sostenuta dalle Associazioni Gli Amici di Villa Borghese, da esponenti di Italia Nostra, Fai Lazio, WWF, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, Stop a consumo di suolo, ed altri è stata firmata direttamente oppure online già da 2.000 cittadini tra cui circa 200 personalità di rilievo (storici dell’arte, urbanisti, archeologi, giuristi, giornalisti, ma anche attori, registi e cantanti)”.

Roma Nuovo Secolo, Comitato per la Bellezza, Amici di Villa Borghese

 

Per informazioni:

Carlo Troilo carlotroilo38@gmail.com ; m.battistich@gmail.com

Testo dell’appello e firme: https://www.petizioni24.com/salvatevillaborghese

 

Panoramica del Galoppatoio di Villa Borghese, area problematica in quanto semi abbandonata da tempo, dove si dovranno tenere molti degli spettacoli equestri dell’annuale concorso ippico a causa della delicatezza del nuovo manto erboso di Piazza di Siena (Foto Marco Bombagi)