L’ansa del Tevere dove dovrebbere sorgere il nuovo stadio con annesso business park

 

Prosegue l’opposizione di Comitati e cittadini rispetto al progetto di realizzazione a Tor di Valle, nell’ansa del fiume Tevere, del nuovo stadio di calcio in cui, tra qualche anno, dovrebbe giocare l’as Roma. Le critiche sono rivolte al Movimento 5 stelle che, dapprima ferocemente contrario a tale idea, ha mutato posizione una volta giunto al governo della Città Eterna. Ora i pentastellati procedono a tappe forzate per concludere al più presto l’iter amministrativo, anche contravvenendo a quelle che, in campagna elettorale, erano state le parole d’ordine del nuovo corso in Campidoglio: Trasparenza e partecipazione.

Pubblichiamo a questo proposito il comunicato stampa del Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento, da sempre attivo contro il progetto e in favore di un adeguato recupero dell’area dell’ex ippodromo, da realizzare rispettando tuttavia “il Piano Regolatore Generale della città di Roma che a Tor di Valle prevede la realizzazione di un Parco Fluviale Attrezzato, un grande polmone verde nell’ultima e unica ansa del fiume Tevere rimasta libera da costruzioni”, come dal Comitato hanno sempre sostenuto.

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di seguito il testo della nota:

 

Non sembrava più necessario ripetere che il progetto noto come “Stadio della Roma a Tor di Valle” è la foglia di fico che finanzieri e palazzinari utilizzano per mascherare l’ennesima  speculazione edilizia a Roma.

Non sembrava più necessario ricordare che in perfetto stile “mani sulla città” un finanziere americano, un costruttore romano e una banca con cui quest’ultimo è pesantemente indebitato si sono ingegnati per speculare riversando una montagna di cemento e una prateria di asfalto su un’area della città che il Piano Regolatore Generale destinava ai cittadini come Parco Fluviale Attrezzato.

Invece siamo ancora qui, a denunciare per l’ennesima volta lo scandalo di un Comune che contratta con un palazzinaro lo scambio di cubature con opere cosiddette pubbliche, scambio che questa volta supera i confini dell’ignobiltà per entrare in pieno del territorio del ridicolo: si arriva a concedere cubature in cambio di un restauro (lo chiamano “revamping”, così fa fico) di qualche vecchio treno della Roma-Lido! Si stenta a crederlo, tanto è assurdo, eppure è lì, nero su bianco, alle pagine 9 e 12 della delibera che i Consiglieri Comunali sono  chiamati (comandati?) a votare. A questo punto perché non regalare a un altro palazzinaro un pezzo del parco-campagna di Spinaceto “in cambio” di una riasfaltatura delle strade? (ohibò, meglio non scriverlo? Dovesse l’idea sembrare buona a questa gente…)

Eppure il 22 dicembre 2014, quando la maggioranza a trazione PD di Ignazio Marino votò quel primo vergognoso riconoscimento di “interesse pubblico”, gli allora Consiglieri Comunali di opposizione del Movimento5Stelle Daniele Frongia, Marcello De Vito, Enrico Stefano (Virginia Raggi no, quel giorno brillava per la sua assenza),  si schierarono contro, intervennero, lessero in aula il testo della Lettera Aperta che questo Comitato inviò a tutti i Consiglieri…

Dove sono oggi i Consiglieri Comunali Daniele Frongia. Marcello De Vito, Enrico Stefano, che cosa dicono, che cosa pensano, se pensano, di quello che sta succedendo?

Perché certo è difficile credere che non trovino qualche contraddizione tra il M5S di quella stagione e quello di oggi, il M5S che ha trasformato le porte del Campidoglio in porte girevoli per finanzieri e palazzinari, il M5S che emargina e minaccia di espulsione i pochi Consiglieri che esprimono qualche perplessità, che sospende la propria Consigliera Cristina Grancio rea di chiedere un approfondimento di conoscenza sulla sostanza finanziaria e giuridica del progetto!

Il M5S che ordina al Consiglio del Municipio IX di convocarsi di domenica (sì, di domenica!), che convoca il Consiglio Comunale per tre giorni di seguito “a oltranza” (sì, a oltranza!) per arrivare a votare il riconoscimento del pubblico interesse in favore di Pallotta, Parnasi & C. in fretta e furia, senza che si conosca il progetto, i numeri, i costi, e senza nessuna trasparenza né partecipazione dei cittadini.

A meno che non si voglia far passare per partecipazione la penosa seduta congiunta delle Commissioni Urbanistica e Trasporti del 31 maggio scorso, quando, alla fine dei lavori, ai cittadini, ai Comitati e alle Associazioni sono stati concessi tre (tre!) minuti ciascuno per argomentare le proprie opinioni, dopo che metà dei Consiglieri Comunali se ne erano già andati e con l’assessore Montuori che, impaziente di andarsene anche lui, “ascoltava” con fastidio scorrendo lo schermo del suo smartphone.

Eppure, anche in quelle condizioni, avrebbe voluto dire qualcosa il fatto che 15 interventi su 15 dei cittadini mostrarono contrarietà e denunciarono criticità su quel progetto. Perché ascolto e partecipazione non dovrebbe voler dire “ti faccio parlare e poi vado avanti come se non esistessi”; dovrebbe voler dire “ti ascolto e prendo seriamente in considerazione quello che dici”.

Che cosa è successo dal 2014 a oggi? Perché gli stessi consiglieri del Movimento5Stelle hanno fatto questa giravolta di 180 gradi? E’ successo che, come “L’onorevole” di Leonardo Sciascia, il M5S è entrato nelle stanze del potere. Ed evidentemente il potere profuma, ti apre porte, ti promette salti in carriera,  ti fa credere che i cittadini non contino niente, che il mandato da loro ricevuto possa impunemente essere tradito.

E’ successo che il finanziere americano si è iscritto al Circolo Canottieri Aniene, quello la cui iscrizione costa più di 20.000 euro l’anno, quello cui sono iscritti Giovanni Malagò, Franco, Leonardo e Francesco Bellavista Caltagirone, Pietro Salini, Duccio Astaldi, Luca Parnasi, Carlo Toto, Chicco Testa, Alessandro Benetton, Marco Tronchetti Provera, Luca Cordero di Montezemolo, Andrea, Alessandro e Giampaolo Angelucci, Walter Veltroni, Gianni Letta, Altero Matteoli, Maurizio Gasparri, Corrado Passera, Luigi Abete… insomma, il gotha dell’oligarchia romana, il circolo ristretto di quelli che contano e si spartiscono la torta. Il circolo di quelli con cui la Giunta Raggi è evidentemente entrata in affari.

Non era questo il mandato ricevuto dagli elettori. Da cittadini che non si rassegnano a essere trasformati in sudditi, ricordiamo l’impegno elettorale del M5S e della Sindaca Raggi:
“Moratoria delle previsioni di nuove espansioni per verificarne le reali necessità e blocco delle edificazioni su aree a rischio idrogeologico e su quelle agricole.” (http://civiche.municipi5stelle.it/m5s/wp-content/uploads/2016/05/Programma-Elettorale-M5S-Roma-2016.pdf, p. 35)

e le testuali parole della famosa dichiarazione della candidata Raggi proprio sul Tor di Valle: “Se vinciamo ritiriamo la delibera sulla pubblica utilità. Lo stadio della Roma si farà da un’altra parte, a Tor di Valle c’è una speculazione edilizia e non ci sono le condizioni.”

Tanti cittadini, la maggioranza dei romani, votarono per questo sindaco contro il candidato del PD Roberto Giachetti proprio per questi temi, consapevoli che la posta in gioco in quelle elezioni era  il via libera a un nuovo sacco della città.

Ed eccolo il sacco della città: oggi a Tor di Valle, domani a Tor di Quinto, dopodomani dovunque lorsignori possano ripetere il giochetto di stravolgere il Piano Regolatore Generale per i propri interessi che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini.

Chiediamo che venga rispettato il Piano Regolatore Generale della città di Roma che a Tor di Valle prevede la realizzazione di un Parco Fluviale Attrezzato, un grande polmone verde nell’ultima e unica ansa del fiume Tevere rimasta libera da costruzioni. Pretendiamo dal sindaco Raggi e dalla sua Giunta il rispetto degli impegni. Niente di più e niente di meno!

 

Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento

Posta elettronica: difendiamotordivalle@gmail.com

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