Ingresso Ippodromo Tor di Valle (ph. Luca Verducci)

Ingresso Ippodromo Tor di Valle (ph. Luca Verducci)


Il progetto
per la realizzazione di un maxi polo direzionale, un centro commerciale e un multisala attorno allo stadio della Roma (lo stadio è solo uno dei tanti elementi del tutto), non avrebbe dovuto essere neppure pensato con questi criteri e su quell’area.

Una gigantesca speculazione retta dalla grande finanza internazionale, dal Raptor Group di James Pallotta alla Unicredit, e realizzata dal costruttore Luca Parnasi. Esempio di privatizzazione delle terre, di svendita di un bene comune e dello stravolgimento dell’assetto urbano di Roma.

Su quell’area, dove attualmente rimangono le tracce dell’ippodromo storico di Tor di Valle, si vorrebbero riversare 1 milione di metri cubi di cemento che non hanno niente a che vedere con la AS Roma né con lo sport. Un fallimento ancor prima di iniziare. Cosa c’entrano 3 grattacieli con lo sport? Se la AS Roma avesse voluto fare solo lo stadio su quell’area lo avrebbe potuto avviare due anni fa, lo prevede il piano regolatore di Roma.

Invece il Comune guidato da Ignazio Marino, con il supporto dell’assessore Giovanni Caudo, ha fatto approvare di corsa l’interesse pubblico per quell’opera, barattando la realizzazione delle opere primarie a carico del privato con la realizzazione di 3 mostruosi edifici. Giustificando poi il tutto con la realizzazione delle opere funzionali al quadrante. Opere che, invece, saranno funzionali solo a quel progetto.

La passata amministrazione ha dimenticato che il gruppo Parnasi ha già realizzato due grattacieli all’inizio della via Pontina: uno dei due doveva essere la nuova sede della Provincia ma a parte qualche scena panoramica della serie tv Gomorra sono rimasti entrambi deserti.  Perché non chiudere subito il rubinetto per queste speculazioni e chiarire una volta per tutte la situazione delle due torri vuote?

Si è parlato anche per questo progetto di posti di lavoro. Difficilmente la realizzazione di un progetto edilizio potrà portarne di nuovi. Sicuramente non per i residenti di Roma. Forse a progetto concluso qualche unità potrebbe trovare spazio nel merchandising della Roma, qualcun’altro nella ristorazione e nella vendita biglietti. In totale non più di 200-300 posti stabili una volta terminato tutto. Mentre i 3 grattacieli pensati in questo progetto fallimentare andrebbero ad ospitare grandi società che ovviamente non cercheranno nuovo personale solo perché hanno cambiato sede.

Le perplessità che gravano sul piano per l’edificazione dello stadio della As Roma vengono inoltre condivise da molteplici soggetti e realtà cittadine e nazionali: tra le altre, l’associazione Italia Nostra che si è impegnata a verificare la legittimità delle delibere relative al progetto Tor di Valle e l’Istituto Nazionale di Urbanistica.

Al di là della querelle relativa all’impianto a sud della Capitale, che non può fagocitare ogni altra problematica della città, vi sono tuttavia emergenze da affrontare con assoluta priorità, dalla mobilità all’urbanistica generale.

Roma è una metropoli europea con problemi enormi ed impellenti per i propri cittadini, un luogo d’importanza mondiale che chiede a tutti di elevarsi al di sopra di tematiche prettamente locali per abbracciare una dimensione più ampia.
In conclusione, Il Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio torna ad esprimere la propria contrarietà a questo progetto e chiede di:

– trovare una nuova location allo Stadio della Roma (solo lo stadio) possibilmente lavorando sulla città esistente

scongiurare altro consumo di suolo,  tutelando la Tenuta di Tor di Valle e la realizzazione di un parco naturale valorizzando tutto il lungo Tevere.

combattere l’espansione schizofrenica di Roma e la mancanza di servizi nelle periferie.

Il Tevere costeggia la Tenuta Tor di Valle (ph. Luca Verducci)

Il Tevere costeggia la Tenuta Tor di Valle (ph. Luca Verducci)

Stalle dell'ippodromo Tor di Valle (ph. Luca Verducci)

Stalle dell’ippodromo Tor di Valle (ph. Luca Verducci)