Uno scatto dall'alto del cantiere Lidl in Via Acqua Bullicante. I cittadini in presidio davanti ai cancelli

Uno scatto dall’alto del cantiere Lidl in Via Acqua Bullicante. I cittadini in presidio davanti ai cancelli

Questa volta i residenti dicono basta: blocco a oltranza dei lavori per un nuovo iperstore, l’ennesimo, a Roma est fino a quando non arriverà la sospensione definitiva dei lavori da parte delle Autorità competenti.

“Siamo ancora di fronte al cantiere”, fanno sapere nella mattinata di venerdì 4 dicembre dal Comitato No Cemento a Roma est, da sempre in prima linea contro la realizzazione del nuovo supermercato Lidl in Via Acqua Bullicante 248 angolo via Luchino dal Verme, zona Tor Pignattara. Non ci spostiamo fin quando non arriveranno notizie certe sulla sospensione dei lavori. Serve la partecipazione di tutte e tutti. Il cantiere va bloccato”, ribadisce chi di altre colate di cemento in un quartiere in cui il verde già scarseggia non ne vuole legittimamente sapere.

Un progetto su cui grava, peraltro, la spada di Damocle dell’irregolarità normativa:  “La procedura della concessione edilizia ormai senza ombra di dubbio, è totalmente illegale”, ripetono da mesi gli attivisti secondo i quali l’iter per il rilascio delle autorizzazioni relative al supermercato di Via Acqua Bullicante non avrebbe rispettato gli obblighi di legge. “Soprattutto per quanto riguarda i vincoli archeologici e paesaggistici sull’area, come stabilito da decreto ministeriale del 1995″.

Tale vincolo tuttavia non compare nelle carte del PTPR, Piano Territoriale Paesistico Regionale. Un’ incongruenza che ha permesso all’azienda, fino ad oggi, di procedere con il cantiere. E un errore a cui si è cercato di trovare rimedio con un ricorso al Tar da parte del Comitato il mese scorso. “Ora anche i giudici amministrativi, dopo la procura e i legali dell’avvocatura del Comune di Roma, dovranno esprimersi sulle tante irregolarità presenti nell’istruttoria di concessione edilizia”, dissero allora i cittadini.

Alla questione vincoli, infine, si aggiunge quella relativa alle mancanze rilevate in altri documenti. Il Suap, lo Sportello Unico della Attività Produttive del Comune di Roma, avrebbe infatti rilasciato la concessione edilizia per la costruzione del centro commerciale senza “l’atto che avrebbe dovuto certificare le dismissioni degli edifici preesistenti”, aggiungono da No Cemento a Roma est, “necessario per dare il nulla osta secondo il parere della Regione Lazio nell’ultima conferenza dei servizi”. Ed è la stessa commissione Commercio ad averlo ammesso ed aver chiesto, senza successo, all’ex sindaco Marino lo stop del cantiere.

Stanchi dei continui rimpalli di responsabilità e delle infinite attese che innumerevoli uffici competenti intervengano e facciano il proprio dovere, i cittadini hanno così deciso di agire. E onestamente c’è da comprederli.

 

Marco Bombagi