Bovillae, particolare dell'area minacciata (foto pagina facebook Legambiente Appia Sud - Il Riccio)

Bovillae, particolare dell’area minacciata (foto pagina facebook Legambiente Appia Sud – Il Riccio)

Pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione Ambientalisti Pro Bovillae, in lotta per la tutela dell’omonima area archeologica in località Frattocchie, nel territorio del Comune di Marino, minacciata da progetti edilizi sui quali, da tempo, si è concentrata l’attenzione dell’autorità giudiziaria. 

 

Ancora una tegola sul Comune di Marino: 7 rinviati a giudizio, tra cui il dirigente, due funzionari e un consulente dell’Ufficio Urbanistica del Comune a sud di Roma, per gli abusi edilizi nel sito archeologico di Bovillae, a Frattocchie.

Il processo riguarda la costruzione di ben 4 edifici abusivi per un totale di 200 mq nell’area archeologica vincolata del Circo Romano di Bovillae a Frattocchie.

L’abuso era stato denunciato con forza da Legambiente, dalle associazioni ambientaliste locali e da alcuni cittadini di Marino. Sono state costruiti un casale, con fondamenta in cemento armato su mosaici antichi e strutture di inestimabile valore dei sacerdoti del culto della famiglia dell’imperatore Augusto, un porticato, e due grandi gazebo, tutti in un’area con inedificabilità assoluta vincolata con D.M. 10.11.1967, e realizzati tutti intorno gli archi dell’antico circo di Bovillae, a completamento di uno scempio iniziato in precedenza con la costruzione di una villetta usando gli archi come sostegno.

Spicca tra gli imputati il dirigente dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Marino, l’uomo che da circa 10 anni ha coordinato e prodotto le determine della gestione Palozzi/Silvagni sull’urbanistica del territorio comunale, dirigente che risulta ancora in attività.

Da notare anche che Legambiente Lazio compare come Parte Civile, ad enfatizzare il danno compiuto al patrimonio archeologico-paesistico e a tutti i cittadini di Marino.
Il Comune di Marino, pur risultando tra i danneggiati dal grave reato ipotizzato, ha finora difeso a sue spese, cioè con le tasse degli stessi cittadini danneggiati dal supposto abuso, due dei dipendenti rinviati a giudizio, stanziando fondi per i loro avvocati, proprio perché dipendenti comunali: ciò che appare è contraddittorio”.