Addio all'Agro Romano, si continua a costruire nonostante a Roma vi siano 200.000 appartamenti vuoti

Addio all’Agro Romano, si continua a costruire nonostante a Roma vi siano 200.000 appartamenti vuoti

 

Pubblichiamo un articolo di Paolo Berdini, urbanista e scrittore da sempre impegnato per la salvaguardia dei territori dalla speculazione e dal cemento, in merito al grave problema del consumo di suolo a Roma e Provincia

 

“In ogni parte della città si continuano a costruire quartieri (Ottavia, Colle delle Gensole, Cecchignola ovest, Divino Amore, Acilia, I60, Boccea, Romanina, Massimina, Tor Pagnotta, Galla Placidia, o l’annuncio della costruzione della teza Ikea al Pescaccio solo per citare i più gravi a cui vanno aggiunti i completamenti delle numerose zone “O” e i toponimi) che divorano l’agro romano mentre esistono 200 mila appartamenti nuovi invenduti.

C’è il fatto ancora più grave che viene continuamente ribadito che il piano urbanistico di Veltroni (coadiuvato da galantuomini come Odeveine) e poi peggiorato da Alemanno rappresenta una sorta di “costituzione intoccabile”.

Non si costruisce per risolvere i problemi della città, ma si inventano occasioni di speculazione vergognosa (si pensi al milione di metri cubi di Tor di Valle) facendolo passare per “sviluppo”.

Di quale sviluppo si tratti lo dimostra il fallimento della città: il modello urbanistico ci ha portato ad un indebitamento di 22 miliardi di deficit. Marino e i suoi assessori fanno i furbi e non ne parlano: così possono continuare a produrre varianti e accontentare i desiderata della speculazione immobiliare e finanziaria.

Questo stesso criterio di intervento viene utilizzato a piene mani, come noto, per i casi di “recupero” del patrimonio immobiliare. In questo caso si assiste ad aumenti di volumetria insostenibili e ingiustificati: si pensi all’area dell’ex mercato generale Ostiense; alla ex Fiera di piazza dei Navigatori; all’affidamento a Cassa depositi e prestiti (come impone lo Sblocca Italia di Renzi) la valorizzazione dell’area di via Guido Reni.

E, del resto, continua la folle macchina delle grandi opere inutili: ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino; porti di Ostia e Fiumicino; Autostrada Roma Latina; secondo Gra. A queste opere è stata aggiunta poche settimane fa un’altra folle avventura: un ilare Marino stringe la mano a Malagò, nominato responsabile del progetto per le Olimpiadi 2024. Malagò, pur assolto da ogni accusa, è stato uno dei protagonisti dello scandalo Mondiali di nuoto 2009.

Una classe dirigente che ha dimostrato il fallimento delle loro azioni, vuole continuare senza fine e bisogna impedirlo”.

 

Paolo Berdini