Oasi Castel di Guido XV di questi anni

La foto in evidenza è tratta dal profilo Facebook dell‘Oasi di Castel di Guido e l’autore è Ignazio Scalas

 

La frase di rito ad ogni compleanno è, come sappiamo, “cento di questi giorni”. Nel caso dell’ Oasi di Castel di Guido sarebbe il caso di dire: “15 di questi anni”, considerata la data di inaugurazione e la bellezza che, grazie all’impegno di  LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e dell’Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole del Comune di Roma, è stata preservata e conservata per molto tempo all’interno di un altro inestimabile tesoro di cultura e natura che è la Riserva Statale del Litorale Romano.

L’8 e 9 novembre 2014 si celebra infatti il XV anniversario dell’istituzione di questa perla verde a due passi da Roma, con annessa inaugurazione del nuovo centro visite; 180 ettari di estensione per una varietà di flora, fauna e paesaggio che insieme costituisce un autentico miracolo data la vicinanza alla città, in un susseguirsi di colline, macchia mediterranea, boschi e aree in cui portare avanti un percorso di tradizione e agricoltura sostenibile.

Uno scrigno di splendore che ha sconfitto il degrado e l’incuria grazie all’impegno di molti e che ora può legittimamente porsi con orgoglio, ancora, di fronte agli occhi dei visitatori affascinati.
È tutto pronto per la festa: dai numerosi, insigni ospiti che vorranno intervenire, alle iniziative didattiche per presentare e far vivere la poesia di questo luogo incantato, come la visita alla villa romana delle Colonnacce, gioiello imperdibile.

L’obiettivo di tutti è far sopravvivere questo diamante, sensibilizzando opinione pubblica e Istituzioni all’importanza di questa sfida e sulle cose da fare per il territorio: approvare una legge regionale che promuova gli ecomusei, l’enorme patrimonio di biodiversità del Lazio e le ricchezze culturali di Castel di Guido, dai siti archeologici all’oasi naturalistica, fino alle radici preistoriche e alle peculiarità faunistiche.

Oasi Castel di Guido, XV di questi anni

 

Marco Bombagi