Pubblichiamo il comunicato stampa, diffuso dalla sezione romana della nota associazione per la tutela del patrimonio storico e naturale italiano, relativo ai lavori, partiti nei giorni dell’allerta meteo a Roma, per riportare alla luce il Fosso delle Tre Fontane nel territorio dell’ VIII Municipio. “Ripristinare il reticolo ambientale dei fossi non solo di Roma, ma di tutto il Lazio, che sono stati intubati per permettere nuove costruzioni”.

 

“Sono partiti, mentre Roma va sott’acqua, i lavori del Municipio VIII per riportare alla luce il Fosso delle Tre Fontane la cui scomparsa era stata denunciata dal  Presidente del Municipio, Andrea Catarci  e dal suo Assessore all’Urbanistica, Massimo Miglio. Invece di essere sostenuti dalle istituzioni del Comune e della Regione avevano dovuto subire attacchi e polemiche.

Italia Nostra Roma ha sostenuto, da subito, la loro azione che è diventata esemplare per riportare al ripristino, dove possibile, del reticolo ambientale dei fossi non solo di Roma, ma di tutto il Lazio, che sono stati intubati (e continuano ad esserlo) per permettere le opere delle convenzioni edilizie determinando la continua espansione degli allagamenti.

Dovrà essere urgentemente studiato un piano generale per risolvere il  problema idrogeologico sempre più drammatico. Intervenire caso per caso con opere costose e invasive sarà dannoso e inutile. È ora che finalmente si informino i romani sulle vere cause degli allagamenti. Non sono più il Tevere e l’Aniene che determinano l’arrivo dell’acqua in numerosi quartieri, stazioni della metro, scantinati e altro.

Oltre ad avere man mano fatto scomparire l’essenziale reticolo ambientale del percorso delle acque è in atto, oggi, la non sostenibilità della rete fognaria che è per la maggior parte obsoleta, spesso costruita per previsioni edilizie minori di quelle reali o addirittura inesistente. Per questo i tombini ad ogni temporale non raccolgono più l’acqua, ma la respingono fuori a fontana come dimostrano le foto dei cittadini.

L’azione fatta dal Municipio VIII dovrebbe essere seguita dagli altri Municipi che dovrebbero esigere dal Comune e dalla Regione il censimento delle aree più colpite e delle cause che ne determinano il rischio idrogeologico.

La Regione Lazio, inoltre, che ai tempi delle polemiche sul Fosso delle Tre Fontane si è affrettata a eliminare il suo vincolo paesaggistico di 150 metri dovrebbe subito ripristinarlo a maggior tutela di tutta la zona interessata”.