Pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale congiunto a firma delle 12 associazioni riunitesi il 14 ottobre a Roma presso l’hotel Nazionale di Piazza Montecitorio per discutere del noto decreto “Sblocca-Italia”. “Uno strumento anacronistico. Un formulario di vecchi progetti che vengono riesumati in nome di un finto interesse collettivo”. Unanimi, Italia Nostra – CTS – ENPA – FAI – Greenpeace – Legambiente – LIPU – Mountain Wilderness – Pro Natura – Salviamo il Paesaggio – Touring Club Italiano – WWF –  , chiedono al Parlamento che non converta in legge il provvedimento: “Un colpo di spugna al sistema di tutele”.

“Le associazioni considerano il testo del decreto inaccettabile nei suoi contenuti per gli effetti devastanti che si prospettano per il territorio”, si legge nella nota, “per l’economia stessa del Paese e per i suoi profili di illegittimità costituzionale. Una formulazione che continua a vedere nella cementificazione, nello sviluppo infrastrutturale e nello sfruttamento delle risorse ambientali il solo motore di sviluppo della nazione.

Nonostante gli appelli fatti negli anni dalle associazioni di tutela, ma anche da intellettuali ed economisti illuminati, la messa in sicurezza del territorio è la vera emergenza nazionale che continua a essere ignorata dalla politica e che se affrontata porterebbe positive ricadute sul mondo del lavoro.

La semplificazione sbandierata nello Sblocca Italia non è altro che un colpo di spugna al sistema di tutele”, prosegue il comunicato, “e l’esclusione totale alla partecipazione democratica nel processo decisionale in tema di infrastrutture, grandi opere, concessioni edilizie, sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche dell’Italia. L’introduzione del silenzio-assenso produrrà l’esautoramento delle sovrintendenze.

Le “mille Genova” che si ripetono, frutto di questa visione miope della politica, continuano a mietere vittime e produrre danni incalcolabili all’economia e al territorio, ad aziende medie e piccole colpite al cuore dall’ennesimo disastro annunciato.

Le associazioni chiedono misure concrete”, conclude la nota congiunta delle 12 associazioni: “prima fra tutte quella di destinare i 10 miliardi di euro previsti per l’inutile autostrada Orte-Mestre agli interventi urgenti per la salvaguardia del territorio.

Altra proposta coinvolgere il sindacato per la ricaduta che queste scelte avrebbero sulle piccole e medie imprese italiane, ora soppiantate per le grandi opere dalle multinazionali.

Infine, le associazioni chiedono un incontro urgente al Presidente del Consiglio per un confronto diretto”.

 

Marco Bombagi