Giulianello, campagna laziale (Foto Luca Bellincioni)

Giulianello, campagna laziale (Foto Luca Bellincioni presentazione incontro)

 

Ci stanno togliendo la nostra libbra di carne, come ad Antonio ne Il Mercante di Venezia. Nella metafora con cui Tomaso Montanari, professore di Storia dell’arte presso l’università Federico II di Napoli, nonché autore del libro Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà, introduce Il territorio bene comune degli italiani, opera di Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, troviamo la chiave di lettura di un pomeriggio importante.

“Territorio e patrimonio culturale: beni comuni”, l’incontro-dibattito che si è svolto il 28 maggio a Roma presso la meravigliosa Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato, ha avuto come tema centrale proprio la tutela e conservazione “di quello che dovrebbe essere”, si legge nel comunicato stampa ufficiale, “per ogni cittadino uno dei beni più preziosi: il mondo in cui viviamo”.

La profonda crisi finanziaria e ambientale in atto in Italia e non solo deve portare un radicale cambiamento nell’ambito delle politiche del territorio e della conservazione del patrimonio storico dopo i decenni di scempi edilizi che hanno devastato vaste aree del nostro Paese. Insieme a Montanari e Maddalena, si sono alternati alla parola Paolo Berdini, urbanista ed editorialista ed Eugenio Lo Sardo, direttore dell’Archivio di Stato in un susseguirsi di interventi molto seguiti.

“Il taglio della libbra di carne dal cuore dell’Italia passa attraverso le privatizzazioni”, dice Tomaso Montanari. “Quello che dice il Doge ad Antonio nell’opera di Shakespeare, ovvero che per quanto crudele possa essere l’accordo egli non può rifiutarsi di applicare la legge, perché si creerebbe un precedente pericoloso per lo Stato, è la stessa cosa che viene oggi ripetuta da quasi tutte le forze politiche riguardo ai debiti dell’Italia. Ma noi conserviamo ancora un presidio contro tutto questo che si chiama Costituzione”.
Il patrimonio culturale e il territorio italiano non possono e non devono essere svenduti “in quanto veicoli di uguaglianza e conoscenza, attraverso le quali possiamo esercitare la nostra sovranità. Il nostro essere cittadini”.

Parole alle quali si lega l’intervento di Paolo Maddalena ponendo l’accento sugli aspetti giuridici del legame tra popolo, territorio e sovranità:  “In molti dimenticano il tema dell’appartenenza dei beni comuni, sostenendo che l’importante sia la destinazione pubblica del bene, non la proprietà. Ma è la proprietà che decide l’utilizzazione del bene stesso, perciò questa deve rimanere pubblica. Territorio è sovranità e la proprietà collettiva si impone su quella privata”.
“È in atto un piano sistematico di demolizione della legislazione a tutela dell’ambiente e del territorio”, chiude Paolo Berdini, “e per opporsi a questo che le battaglie per i beni comuni ono necessarie”.

Cittadini consapevoli cercasi, quindi, perché senza conoscenza non c’è partepazione costruttiva, non c’è sovranità. Libri come quelli di Maddalena e Montanari e incontri come quello presso l’Archivio di Stato rappresentano vere cure ricostituenti contro l’arbitrio di pochi sulla pelle dei diritti di tutti. La nostra libbra di carne.

 

Marco Bombagi
salviamoilpeasaggio.roma.it
salviamoilpaesaggio.it