Pyrgi S. Severa

Intervista al geologo Francesco Maria Mantero su uno degli ultimi lembi di costa laziale ancora intatti. Un gioiello naturalistico e culturale tra i più importanti della Regione.
Le minacce che gravano su Pyrgi, sito archeologico nei pressi di S. Severa, a nord di Roma, sono sempre le stesse: ipotesi di valorizzazione che spesso si traducono in nuovo cemento.

Per questo la proposta: “far diventare il luogo Monumento naturale, primo passo per una sua valorizzazione compatibile”.

Lungo la costa del Lazio non ve ne sono praticamente più. Stiamo parlando degli ambienti non trasformati da edificazioni, infrastrutture, piccoli e grandi abusivismi più o meno sanati. La costa di Pyrgi è tra gli ultimi ambienti sopravvissuti all’avanzata di quel deserto culturale e morale che si chiama speculazione edilizia.

Francesco Mantero, geologo ed operatore d’area protetta, illustra in quest’intervista i mali e le speranze dell’area di S. Severa-Pyrgi, tra le gemme più preziose di quella costa laziale devastata dal cemento; un destino condiviso anche dalla Capitale, poco più a sud.

 

1) Il sito di Pyrgi, lungo la costa del Lazio a nord del Tevere , rappresenta uno degli ultimi luoghi non travolti dal cemento nella nostra regione, anche grazie alla presenza di un vincolo archeologico. Quali sono oggi i pericoli che minacciano l’area?

Guardando le foto da satellite si può facilmente verificare che praticamente di ambienti costieri non trasformati da edificazioni, infrastrutture, piccoli e grandi abusivismi non ne esistono quasi più.
È una situazione senza ritorno cui spesso si aggiungono nuovi danni comportati, ad esempio, da interventi per la difesa dell’erosione realizzati, spesso a spese pubbliche, proprio per la messa in sicurezza di opere che su quel tratto di costa non dovrebbero starci. Ci stiamo comportando con le nostre coste quasi fossimo in preda ad un horror vacui che ci costringa a riempirle di qualsiasi tipo di orrore urbanistico e ambientale.
Sembra assurdo ma è così. A S. Severa – Pyrgi c’è uno dei tanti gioielli “nascosti” del nostro Paese, e si tratta di una gemma tra le più preziose: un paesaggio costiero bellissimo, con una caratteristica spiaggia dalle sabbie scure, vulcaniche, sullo sfondo uno dei più bei castelli d’Italia, gli scavi di un complesso religioso etrusco unico, i resti di una colonia romana, campi agricoli non devastati da un’agricoltura di rapina, e poi ambienti “minori” come stagni, piccole dune, canali e fossi di grande importanza per la fauna, in particolare per gli uccelli migratori ma anche per quelli stanziali.
Le minacce sono sempre le stesse in questi casi: ipotesi di “valorizzazione” che spesso si traducono in Italia in nuovo cemento e infrastrutture, degrado diffuso, mucchi di rifiuti nella stagione estiva e la pressione venatoria a danno di uccelli che trovano rifugio in questa zona costiera “calda” durante i rigori invernali.

2) In che modo le istituzioni stanno tentando di preservare l’area?

C’è in esame presso le competenti strutture regionali la proposta di istituire un Monumento naturale ai sensi della legge regionale n. 29/97 legge quadro in materia di aree protette.

3) Quali sono le tappe ancora mancanti per arrivare a decretare il sito monumento naturale?

Credo si tratti solo di chiudere il procedimento con un atto di volontà politica, l’iter amministrativo risulta completo.

4) In che modo è possibile sollecitare le Istituzioni affinché queste tutelino meglio l’area?

Sono i cittadini che devono fare di più per tutelare i loro “beni comuni”, non solo quando si tratta di aree minacciate da nuove discariche o da altri progetti eclatanti, la fine progressiva di ambienti di eccezionale interesse naturalistico-culturale passa spesso inosservata. Bisogna sollecitare le amministrazioni competenti, in questo caso la Regione Lazio e tutti possono farlo.

5) Quali sono le proposte che vengono dal territorio per preservare questo tesoro culturale?

Proprio in questi giorni sono in atto iniziative e proposte importanti per il rilancio del castello di Santa Severa, inserito nella proposta area protetta.
Il rilancio della zona può passare verso l’ istituzione del Monumento naturale di Pyrgi in parallelo con il rilancio della Riserva Naturale Macchiatonda, una delle più importanti aree protette costiere, collegata a Pyrgi da un tracciato e dal Castello costituendo quello che può diventare uno dei più interessanti poli naturalistico-culturali del Lazio.

6) Attorno a Pyrgi vi sono siti d’altissimo valore paesistico e storico, appunto. Dal castello di S.Severa alla riserva naturale di Macchiatonda. Quali sono le problematiche che caratterizzano tali aree? Come si potrebbe preservarle al meglio?

le problematiche sono varie ma si tratta del solito problema italiano, avere difficoltà ad agire in sinergia tra strutture presenti sul territorio.
Bisogna mettere in rete le risorse presenti in questo pezzetto stupendo di costa laziale: il castello con il Museo della Navigazione Antica, la Riserva naturale Macchiatonda che nel Castello ha la sua sede, l’ antiquarium da rivitalizzare, l’area sacra etrusca dove furono ritrovare le celebri lamine d’oro con testo bilingue punico-etrusco note in tutto il mondo, la città romana con il suo spettacolare fossato difensivo, ettari ed ettari di spiaggia, campi fioriti, stagni e paludi piene di uccelli e di vita in generale. Tutto ciò non vi sembra degno di attenzione e tutela?

 

Marco Bombagi
Salviamo il Paesaggio
www.salviamoilpaesaggio.roma.it
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