Uno scorcio di Parco Piccolomini

Una petizione per salvare un’area verde di Roma minacciata da progetti che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico. Prima un campo da golf, ora, dopo l’abbandono di tale idea a causa della bocciatura da parte del Mibac, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, un misterioso social club; “un nuovo progetto sempre di natura privatistica”, si legge nel testo della petizione promossa dal comitato Parco Piccolomini, da sempre impegnato per la tutela dell’area, “e presentato dagli stessi promotori del precedente, che ha già incontrato serie difficoltà e richieste di modifiche significative da parte della stessa Soprintendenza”.
Questo il destino che minaccia il parco a due passi dalla cupola di S. Pietro se i cittadini non si mobiliteranno per proteggere l’ennesimo polmone verde a rischio “privatizzazione”. La petizione segue di qualche mese la
firma, da parte del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del decreto di nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della “Fondazione Piccolomini” che amministra l’area. Atto che era stato accolto con aspre critiche da parte di chi è da sempre impegnato per preservare l’area verde dalla speculazione.
Di seguito riportiamo il testo integrale del
Comunicato stampa del 23/12/2013, diffuso dal  comitato Parco Piccolomini all’indomani del decreto di nomina.

In data 18 Dicembre 2013, presso gli uffici del Comune di Roma, si è tenuta una seduta della IV° Commissione Assembleare Permanente – Ambiente, con oggetto “Piccolomini e Consea realizzazione del Parco”.

Erano presenti alla riunione i proprietari dell’area Consea i Signori Spadaro, la Sig.ra Buccellato insieme all’Avv. Domenico Chiarello come rappresentanti della “Fondazione Piccolomini”, il Sig. Manni della Società Borgo Piccolomini srl insieme al progettista Arch. Marco Maria Cupelloni, Mirella Belvisi per Italia Nostra, Luigi Tamborrino per TerritorioRoma, il Dipartimento Ambiente del Comune di Roma, il vicepresidente del XIII° Municipio Stefano Zuppello ed il Comitato Parco Piccolomini.

Questo Comitato di Quartiere aveva già segnalato alla Regione e al suo Presidente nonché a tutti i consiglieri regionali, l’illegittimità del progetto per il golf oggi decaduto e peraltro propugnato dalla “Fondazione” come progetto presentato da privato e senza conferenza di servizi. Era anche stato segnalato come la presidenza dell’ente regionale “Fondazione Piccolomini” si fosse contraddistinta per una feroce difesa del progetto golf decaduto, come si fosse rapportata con il territorio in maniera non consona al ruolo istituzionale ricoperto e fosse giunta persino ad agire diverse azioni giudiziarie con cospicue richieste di risarcimento economico nei confronti dei rappresentanti del Comitato di Quartiere, che perseguono esclusivamente il legittimo interesse legato alla tutela paesaggistica e alla destinazione pubblica dell’area, come d’altronde è sancito dalle norme e come promesso e promosso, nel corso degli anni, da tutti gli enti pubblici coinvolti compresa la “Fondazione”.

Nel corso della riunione abbiamo appreso con grande disappunto come il Presidente Zingaretti, all’insaputa di tutti i presenti, abbia firmato il Decreto per la nomina del nuovo c.d.a della “Fondazione Piccolomini”, confermando la maggioranza dei membri che le precedenti amministrazioni, Marrazzo e Alemanno, avevano nominato nel 2009 e introducendo il riferimento all’art 14 del D.P.R del 616/1977 “Persone Giuridiche Private”, che non risulta inserito prima in nessun Decreto di nomina del c.d.a della “Fondazione” succedutosi nel tempo. Dal Testamento del defunto Conte Piccolomini emerge un legato modale ad un ente pubblico e nello specifico all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico finanziata dal MIUR e dal MIBAC. Risulta perciò evidente la natura pubblica e non privata del patrimonio dell’ente Fondazione Piccolomini.

La circostanza della nuova nomina e i nomi dei nuovi membri del c.d.a ci sono stati riferiti dalla stessa Sig.ra Buccellato durante l’incontro comunale, in risposta ad una domanda relativa al decadimento dell’organo avvenuta nel Maggio u.s. Né il Comune di Roma, né il XIII° Municipio che per mano del presidente Mancinelli aveva inviato lettera a Zingaretti in cui chiedeva un tavolo partecipato per chiarire la vicenda Piccolomini, né il Comitato di Quartiere, né i rappresentanti delle associazioni ambientaliste che propugnano l’apertura al pubblico del Parco Piccolomini erano state informate delle nomine e neppure invitate a partecipare in qualche modo ai processi decisionali, nonostante il Comunicato Stampa Congiunto pubblicato a Luglio u.s in cui si chiedeva al Presidente Zingaretti, visto anche il grande pregio dell’area e i riscontri ottenuti in seno all’attività del comitato, di non procedere ad alcuna decisione, prima di aver approfondito la vicenda, appunto, in modo trasparente e partecipato.

Con la conferma pressoché integrale dei membri del c.d.a. dell’ente regionale, Zingaretti ne ha di fatto avvallato integralmente l’operato, svelando di condividere il comportamento del c.d.a di un ente pubblico che ha proceduto a querelare un comitato di quartiere. Ciò nonostante e senza rispettare i principi di trasparenza e partecipazione sbandierati nel corso della campagna elettorale, la Regione Lazio ed il suo presidente Zingaretti, hanno scelto di escludere i rappresentanti del quartiere e le associazioni ambientaliste firmatarie del comunicato di luglio – Italia Nostra, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, TerritorioRoma, Carte in Regola, Cittadinanza Attiva – da qualsiasi partecipazione e informazione relativa alla nomina del c.d.a.

Il non averci coinvolto in tali processi decisionali, determina a nostro avviso la rottura della promessa elettorale di partecipazione formulata dal presidente Zingaretti. Il non aver comunicato le proprie intenzioni a nessuno dei soggetti coinvolti nella vicenda, compreso Comune e Municipio, ha determinato una rottura della promessa elettorale di trasparenza operata dal presidente Zingaretti. Il comportamento tenuto rappresenta evidentemente l’intendimento della consiliatura Zingaretti, di disprezzare alla radice qualsivoglia legittima istanza popolare. La risposta del presidente Zingaretti alle legittime istanze del territorio, equivale a quella attribuita a Maria Teresa d’Austria. In sostanza, alla richiesta di pane dei cittadini, la consigliatura Zingaretti ha risposto: “che mangino brioches”. E per “pane” intendiamo trasparenza e partecipazione!

Comprendiamo dunque oggi, che la nostra controparte come comitato di quartiere, non è rappresentata dai proponenti del progetto golf, oggi Social Club, oppure dalla presidenza della “Fondazione Piccolomini”, bensì, da Zingaretti e dalla sua consigliatura.

I membri del nuovo consiglio d’amministrazione sono:

1. M° L. Salveti – gia membro del precedente c.d.a, è stato confermato dall’Accademia Drammatica. 2. Adalberto Baldoni – gia membro del precedente c.d.a, è stato confermato dal Comune di Roma. 3. Benedetta Buccellato – gia presidente del precedente c.d.a, è stata confermata dai sindacati. 4. Andrea Severi. 5. Nazzareno Neri.

Ci adopereremo, pertanto, come del resto abbiamo fatto fino ad oggi, affinché il comportamento e le scelte compiute abbiano la diffusione mediatica che meritano e faremo valere le nostre legittime rivendicazioni sia dal punto di vista giuridico, anche in relazione al Decreto, che naturalmente sotto il profilo della protesta popolare.

Roma, 23 dicembre 2013

Barbara Manara

Comitato Parco Piccolomini