L’elaborato grafico del PRG (Piano Regolatore Generale), Rete Ecologica; la parte più grande del progetto relativo al campo da golf nel Parco ricadrebbe all’interno della componente primaria (perimetro giallo). le NTA (Norme Tecniche di Attuazione) del PRG dicono che le aree che rientrano nella rete ecologica e ricadono nella componente primaria sono destinate esclusivamente a verde pubblico.
Foto gruppo Facebook Salviamo il Parco Piccolomini

 

Un green al posto del verde. Parco Piccolomini, splendida appendice di Villa Doria Pamphilj lungo il percorso della via Aurelia Antica, Villa Storica per i romani e anche secondo il Piano Territoriale Paesistico tutt’ora vigente, rischia di non essere aperta al pubblico ma solo alle mazze da golf. Il 25 settembre prossimo, su questo argomento, alle ore 17,30 presso l’Aran Mantegna in via A. Mantegna 130, si terrà un incontro dal titolo “Comune e Regione: Insieme per un nuovo governo del territorio”. Iniziativa che vedrà gli interventi degli assessori all’urbanistica e all’ambiente della Regione Michele Civita e Fabio Refrigeri, e quelli del Comune Giovanni Caudo ed Estella Marino.

Il Comitato Parco Piccolomini dal 1974 si batte per salvaguardare questo tesoro di verde e cultura a poca distanza dalla Cupola di S.Pietro. Prima la costruzione di un albergo negli anni settanta, sventata anche grazie all’impegno di grandi nomi della cultura di allora come Antonio Cederna e Carlo Giulio Argan, poi le battaglie che hanno portato all’attuale destinazione, nel piano regolatore vigente, di “Villa Storica” con destinazione a verde pubblico e Variante di Salvaguardia. Decisione confermata, a inizio 2005, col Piano delle Certezze che decideva la messa in sicurezza dei percorsi, “mai avvenuta”, fanno sapere dal comitato, da parte della Fondazione Nicolò Piccolomini in previsione dell’apertura al pubblico.

“L’offuscamento del proposito per l’apertura al pubblico dell’area”, si legge in un comunicato stampa del Comitato Parco Piccolomini, firmato anche dal Forum Salviamo il Paesaggio, Italia Nostra e Carte in Regola, “ha lasciato lo spazio al progetto di realizzare un circolo golfistico privato sui quasi otto ettari di pertinenza dell’Ente regionale Fondazione Nicolò Piccolomini che ha motivato, nel 2012, il riaccendersi dell’antica vertenza. Le perplessità circa la significativa inidoneità del progetto, con la complessa normativa vincolistica gravante sull’area, sono supportate da una lunga serie di riscontri tra i quali la posizione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesistici che con cinque lettere, di fatto, blocca il progetto golf”.

Un progetto quindi, a cui si oppongono non solo i cittadini, ma anche le Istituzioni preposte alla preservazione del patrimonio storico ambientale di Roma. Senza dimenticare il nodo relativo al rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Piccolomini, stenua sostenitrice del progetto in questione.
“Il c.d.a. della Fondazione Piccolomini” prosegue il comunicato stampa, “che in questo contenzioso si è contraddistinto per un determinato sostegno al progetto in questione, è scaduto il 29 maggio u.s. e conseguentemente la Regione Lazio dovrà pronunciarsi per la nomina, che le compete, di tre membri su cinque, ma ad oggi e nonostante i circa due mesi oramai trascorsi non si ha alcuna notizia in merito”.
La Fondazione Piccolomini è un Ente regionale, e la Regione deve quindi decidere, rinnovando tre dei cinque consiglieri del cda, da che parte stare: se vuole il campo da golf o il verde per i cittadini. E assieme alla Pisana anche Campidoglio e Municipio competente devono prendere posizione.

“Auspichiamo fortemente”, conclude la nota, “che non si prenda alcuna decisione senza aver prima istituito un tavolo partecipato dove poter approfondire tra le cose:
1) il Piano d’Utilizzo Piccolomini relativo a tutto il territorio classificato dal P.R.G. come “Villa Storica”, comprendente quindi anche l’area della società Consea, quelle già di proprietà comunale, ecc;
2) una utilizzazione che consenta il mantenimento della prevalente vocazione agricola nel contesto della più generale fruizione pubblica;
3) il rinnovo del c.d.a della Fondazione Piccolomini, con l’auspicabile criterio che si tenga conto anche dell’opportunità di un rapporto aperto con i cittadini e con le realtà associative della zona”.

 

Marco Bombagi
www.salviamoilpaesaggio.it
www.salviamoilpaesaggio.roma.it