Alberi monumentali, tesori da conoscere e proteggere

 

Presentati a Palazzo Valentini i dati del “Censimento 2011/12 dei patriarchi arborei della Provincia di Roma”. Rilevati 604 esemplari singoli, gruppi o filari. Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza: “Preservare un patrimonio inestimabile che rischia di sparire”

Gli alberi intesi come unione tra paesaggio e storia, natura e cultura. “Le colonne del cielo”, come venivano definiti in un proverbio indiano, che sorreggono il mondo con la propria bellezza e senza le quali il regno celeste crollerebbe sull’umanità. Preservare gli alberi significa non solo garantire l’ossigeno ai nostri polmoni, ma anche salvare l’identità dei territori e le loro radici, tagliate le quali, non solo le piante, muoiono.
Questa la cornice in cui si è svolta, il 24 aprile a Roma presso la sede della Provincia a Palazzo Valentini, la conferenza stampa sui risultati del progetto “Censimento patriarchi arborei”, promosso ed effettuato dall’associazione Patriarchi della Natura d’Italia e realizzato con il contributo della stessa Provincia. Un’indagine che ha caratterizzato oltre due terzi dei 120 Comuni della Provincia di Roma, esclusa la Capitale, e che ha portato alla catalogazione di 432 esemplari singoli, gruppi o filari durante la prima fase del progetto, nel 2011, e di altre 172 situazioni nella seconda fase, l’anno successivo, per un totale di 604 segnalazioni. “Tutti i dati raccolti sono stati analizzati, verificati ed elaborati, quindi inseriti in un database”, si legge nel comunicato stampa. “Tutti questi dati consentiranno alla Provincia di Roma di disporre di tutte le necessarie nozioni tecniche e di gestire organicamente un dettagliato archivio degli alberi censiti”. Una grande occasione per scoprire tesori naturali spesso trascurati.
“Sono rimasta piacevolmente sorpresa dai risultati di questo censimento”, ha detto Clara Vaccaro, sub commissario della Provincia di Roma in rappresentanza dell’Ente, “perché pensavo che alberi così maestosi potessero esistere solo in talune parti del mondo lontane da qui. Non pensavo che tesori come questi potessero trovarsi anche vicino a noi. Potremmo vivere di rendita solo imparando a conservare, proteggere e valorizzare tali meraviglie”. Prendere coscienza della vastità e del valore del nostro patrimonio storico e paesaggistico rappresenta quindi un primo passo fondamentale. “C’è molto da censire e analizzare anche a Roma, tra ville storiche, Agro romano, parchi”, aggiunge Vittorio Emiliani, coordinatore dell’incontro e presidente del Comitato per la Bellezza. “Dobbiamo preservare un patrimonio immenso che rischia di sparire”.
Il censimento, infatti, non è solo utile alla mera, seppur importantissima, catalogazione dei grandi alberi monumentali sul territorio, ma anche e soprattutto a prendere coscienza del valore di ciò che si ha e dell’importanza di conservarlo. “Gli alberi sono un valore per la collettività” esordisce Sergio Guidi dell’associazione Patriarchi della Natura d’Italia, “Sono paesaggio, storia, cultura agraria e rurale. Un tesoro che appartiene a tutti. Perdere tutto questo significa impoverirsi. Gli alberi, poi, sono i notai della Natura”, aggiunge, “perché possono testimoniare lo stato dell’ambiente e le varie stagioni umane. Senza dimenticare il loro essere armature della terra, protezione da frane e smottamenti, nonché scrigni di biodiversità”.
L’enorme mole di dati raccolti verrà oltretutto utilizzata come fonte di informazioni per i Comuni che dovranno a breve censire gli alberi monumentali, come impone una legge entrata recentemente in vigore. “La legge nazionale n°10 del 14 gennaio 2013, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, si legge ancora nel comunicato stampa, “definisce, all’art.7, dispone il censimento degli alberi monumentali ad opera dei Comuni entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge ed istituisce l’elenco degli alberi monumentali d’Italia, alla cui gestione provvede il Corpo Forestale dello Stato applicando, infine, sanzioni amministrative per l’immotivato abbattimento o danneggiamento degli stessi”.
Intervenire in favore del grande patrimonio boschivo nazionale significa infine tener fede a quanto scritto nella stessa Costituzione repubblicana, la quale, all’art.9, quindi tra i principi fondamentali, “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Carta canta.

 

Marco Bombagi
Coordinamento romano