No a Roma Capitale del cemento

Sulla base dei risultati delle recenti elezioni, sia politiche sia regionali, è evidente che i partiti che costituiscono l’attuale maggioranza al Comune di Roma non godano più della fiducia dei cittadini romani.
È politicamente e socialmente inaccettabile che nonostante ciò e a meno di tre mesi dallo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale, il Sindaco Alemanno e l’Assessore all’Urbanistica Corsini, insistano a voler presentare al Consiglio decine di delibere urbanistiche, molte delle quali presentano anche problemi di legittimità.
Tali delibere, se approvate, comporterebbero la distruzione di migliaia di ettari dell’Agro Romano e la scomparsa delle residue aree verdi nella città consolidata. Le cubature previste dalle delibere, sommate a quelle del Piano Regolatore Generale, farebbero ascendere a oltre 100 milioni di metri cubi la previsione edificatoria nel Comune di Roma.
In realtà, la molteplicità dei provvedimenti e la vastità della manovra urbanistica in atto, costituiscono una vera e propria variante urbanistica generale che l’attuale Giunta vorrebbe far passare, in modo surrettizio e del tutto improprio, provvedimento per provvedimento.
Si continua ciecamente a perseguire una politica basata sull’attenzione alle esigenze dei costruttori e delle banche che li sostengono, proprio nel momento in cui si sta facendo strada, nei maggiori schieramenti politici nazionali, la convinzione che uno degli obiettivi da perseguire sia quello di consumo zero del territorio unitamente a quello del recupero e riuso dell’esistente.
Il Comitato Interassociativo “No a Roma Capitale del Cemento” invita il Sindaco Alemanno ad agire con senso di responsabilità e di correttezza politica rinunciando alla manovra urbanistica in atto.
I Capigruppo e i Consiglieri dell’Assemblea Capitolina, sia della maggioranza che dell’opposizione, a loro volta, devono opporsi non approvando le delibere che dovessero arrivare all’Assemblea capitolina.

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